La saggezza di Vanda

Le parole di Vanda, raccolte nel mio libro “The Egyptian Sun Salutation and Yoga”, riassumono bene il suo approccio:
Questo è un nuovo modo di fare yoga, in cui devi imparare ad ascoltare il corpo, ad andare con lui e non contro di lui, evitando sforzo e tensione.

Per lei il corpo è naturalmente sano, ma viene spesso appesantito da abitudini, emozioni e pensieri negativi.
Se smettiamo di seguire queste tendenze distruttive, nasce spontaneamente un atteggiamento più positivo e il corpo può riprendere la sua naturale capacità di recupero.

Diceva anche che non c’è niente da fare e intendeva che non è uno stato passivo ma una vigilanza attenta. È forse l’atteggiamento più attivo che ci sia, perché va con il corpo e i sentimenti, non contro.

Secondo Vanda abbiamo tre grandi alleati: gravità, respiro e onda. In tutte le posizioni questi tre compagni dovrebbero essere sempre presenti.

Vanda non era una donna di molte parole, ma riusciva a dire cose che restavano impresse per sempre.

Per esempio:

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Il respiro ti porta in quello stato innocente di silenzio in cui può accadere anche un miracolo.

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Nella pratica dello yoga non c’è un vero insegnamento. Si può solo indicare come ascoltare il proprio corpo, e il corpo stesso darà la risposta.