Quando ho incontrato Vanda Scaravelli, praticavo yoga da molti anni a Firenze.
Essere accolta da lei come allieva privata mi ha portata, passo dopo passo, in un mondo completamente nuovo, intenso e rivoluzionario.
Spinta e sforzo vennero banditi.
Mi sentivo una pioniera un po’ ignorante che cercava di seguire una guida che aveva esplorato un territorio ancora sconosciuto.
Il suo approccio liberava il corpo da regole rigide e da istruzioni che andavano contro il suo naturale movimento.
Per me è iniziato un lungo periodo di transizione, un processo di disfare – come diceva Vanda – in cui il corpo veniva invitato a usare la gravità per liberare la colonna.

